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La Caffettiera spiegata da Enrico Perano

Inviato da: supermasa 01 Lug 2010 - 06:01 PM

Interviste
Capita, a volte, di avere persone considerate dei Maestri.E capita, più raramente, che i suddetti non si sentano "arrivati", ma continuino lo studio con l'entusiasmo e la voglia di un novizio.Certo, è diverso. Diverso perchè possono poi raccontarvi la loro esperienza, da un punto di vista che i praticanti normalmente non hanno. E proprio di questo parliamo nell'intervista che segue.


Mi è capitato di chiacchierare con Enrico Perano a settembre 2009, e casualmente mi ha raccontato che aveva cominciato a studiare la caffettiera. L'idea di questa intervista è stata immediata: come non cogliere l'occasione di farsi raccontare da Enrico come ha approcciato, studiato e risolto il trick della caffettiera???
Ma bando alle ciance e godetevi l'intervista!

[Francesco] : Comincio subito con la prima domanda che mi è saltata in mente quando ci siamo contattati: perché hai studiato la caffettiera solo da un anno a questa parte, cosa non ti attraeva prima?

[Enrico] :
Non mi ha mai attratto particolarmente per tre motivi.

PRIMO è una figura “antica” che proviene dall’ambiente dei pattini tradizionali e si insegna nei corsi base di pattinaggio a rotelle. Negli anni ’80 si faceva anche tra i birilli con tali pattini, ad esempio a Parigi, ponendo i coni a grande distanza, tipo 160cm (Macroslalom).

SECONDO perché, nello styleslalom con i pattini in linea, era stata introdotta da Seb alla fine degli anni ’90 quando gareggiavamo insieme, cioè era un passo che faceva parte del suo repertorio ed io volevo ovviamente batterlo con i miei passi o comunque presentando nelle gare delle run con passi alternativi ai suoi che potessero ottenere, dai regolamenti di allora, un punteggio superiore al suo.

TERZO è una figura che non presenta difficoltà di abilità “pattinifera” come invece, ad esempio, stare in equilibrio su una ruota sola, quanto piuttosto una difficoltà atletica che non tutti riescono a superare se non dopo un’adeguata preparazione senza pattini ai piedi o uno stretching opportuno. Ad esempio chi riesce a scendere a terra su una gamba sola, distendendo l’altra gamba in avanti, e rimane con tutto il piede appoggiato a terra senza sollevarlo sulla punta man mano che scende, è avvantaggiato nell’imparare la caffettiera, rispetto ad altri pattinatori, magari più esperti, che però non dispongono di  questa abilità.

A questo proposito voglio ricordarti il bellissimo articolo sulla caffettiera scritto sul vostro sito da Mauro Aquilini che con un’opportuna preparazione atletica in palestra riuscì a imparare questo trick e a eseguirlo tra i coni a 50 cm già due settimane dopo aver messo i pattini ai piedi per la prima volta!Pertanto chiunque può impararla, ma con un po’ di pazienza e opportuni esercizi preliminari.

[Francesco] : E ora, cosa è cambiato? Avevi semplicemente curiosità?

[Enrico] :
Guardandomi in giro mi è sembrato che tra coloro che praticano questo trick alcuni lo realizzino con maggiore stile rispetto ad altri, ad esempio più o meno curvando la schiena e le spalle in avanti.Però, poiché penso che per la maggior parte dei trick, e quindi anche per la caffettiera, non si tratti di distinguere tra chi lo esegue meglio e chi peggio quanto piuttosto tra chi lo esegue correttamente e chi non ha capito perfettamente la modalità di esecuzione, lo scorso anno ho deciso di provare ad imparare anch’io la caffettiera cercando così di capire meglio gli errori compiuti da alcuni e ovviamente il metodo per evitarli.

Inoltre, essendo CT della Nazionale free-style, devo saper cogliere e correggere anche la minima imperfezione nei passi dei miei atleti e la caffettiera, diventato ormai un passo fondamentale, è presente praticamente in tutte le run dei miei ragazzi.

[Francesco] : Quali sono gli atleti che hai preso a riferimento? Li hai scelti in base ai risultati internazionali o per conoscenza personale?

[Enrico] :
A me personalmente piacciono molto le esecuzioni di Vincent e Faber.Conobbi Vincent alla fine di Aprile del 2000 quando mi trovavo a Parigi per conto della Tecnica a fare spettacoli insieme a Seb.

Stava proprio iniziando allora a fare style slalom e mi colpì  la sua grande  passione e determinazione. In quei giorni, durante le mie esibizioni, mi era sempre intorno per chiedermi, alla prima occasione, delucidazioni su qualunque passo stessi facendo e intuii subito che in breve tempo sarebbe diventato un grande campione.

Infatti, lo rividi poi il 1°Novembre dell’anno successivo a Modena in occasione dello Skipass a gareggiare insieme a Seb e ad altri slalomisti professionisti. In quella competizione io feci parte della giuria e ricordo che raggiunse un secondo posto a brevissima distanza da Seb, portando già in gara la caffettiera!
Riguardo invece Faber, non l’ho mai conosciuto di persona, ma solo attraverso i video.

[Francesco] : Passiamo all'aspetto meramente tecnico: quali sono i tuoi suggerimenti per una corretta esecuzione della caffettiera?


[Enrico] :
Nel fare la caffettiera ho notato che alcuni scendono a terra su entrambi i pattini e, solo quando sono completamente accosciati con braccia in posizione avanzata, limitano l’appoggio a terra su un solo pattino sollevando e distendendo l’altra gamba, mentre altri cercano di mettersi in tale posizione già da in piedi prima di scendere.

Io personalmente preferisco questa seconda possibilità per due motivi: primo, permette di eseguire la caffettiera con molto più stile; secondo, consente uno studio per gradi del trick, richiedendo di assumere alcune posizioni intermedie, man mano di difficoltà crescente.

Facendo riferimento a questa seconda modalità di esecuzione della caffettiera, ho visto che molti commettono l’errore iniziale di  piegare le spalle molto in avanti per allungare la mano con cui  verrà presa la gamba che si solleva.

Invece bisogna partire mettendosi molto dritti con la schiena, in posizione eretta, dopodiché iniziare a sollevare la gamba senza piegare la schiena in avanti e solo in un secondo tempo allungare il braccio per prendere con la mano la prima ruota del pattino della gamba sollevata. In pratica deve essere la gamba che, sollevandosi, si avvicina al braccio e non il contrario.

La migliore soluzione consiste nel distendere prima entrambe le braccia in avanti o addirittura leggermente inclinate verso l’alto e dopo, sollevare la gamba fino ad arrivare a toccare con la prima ruota del pattino il palmo della mano che dovrà afferrarlo. Le braccia tese in avanti costituiscono un ottimo contrappeso che ci evita la sensazione di cadere indietro quando si solleva la gamba.È ovvio che, quando la presa del pattino è avvenuta, le spalle sono un pò in posizione avanzata ma si deve comunque cercare di mantenere la schiena dritta, anche se obliqua, cioè inclinata in avanti, ma sempre rettilinea, non curva. Se le braccia tese in avanti si mantengono inclinate verso l’alto, la mano afferra il pattino quando la gamba, sollevandosi distesa, ha già superato la posizione orizzontale ed è anch’essa inclinata verso l’alto, quasi si volesse impostare una spaccata verticale.

Questo facilita il mantenimento della schiena più dritta possibile.Si procede poi scendendo sul pattino appoggiato a terra. Tale discesa deve avvenire concentrando tutto il peso sulla parte posteriore del pattino, in modo che la schiena si mantenga sempre rettilinea per tutta la discesa seppur inclinandosi gradualmente.Se si incontra difficoltà nel fare ciò, la discesa si può effettuare all’inizio non in modo continuo, ma a tratti. In pratica, se scendendo vi sentite instabili cioè avvertite che il corpo tende ad oscillare rischiando di non mantenersi più verticale, vi fermate per qualche istante in modo da ritrovare la posizione corretta dopodiché proseguite la discesa.

La discesa spingendo sul tallone deve terminare quando il sedere viene a trovarsi leggermente al di sotto delle ginocchia cioè l’angolo interno al ginocchio, tra bicipite femorale e polpaccio, è  sceso a poco meno di 90°.Tutte queste considerazioni sono mostrate nel video seguente.

http://www.pincio.com/extra/perano_caffettiera/perano_caffettiera_1_mini.wmv

Quando poi siete scesi in tale posizione (posizione che comunque varia leggermente da persona a persona, in base anche alle proporzioni tra la lunghezza delle braccia e delle gambe), per evitare di cadere all’indietro, inclinate leggermente la tibia in avanti appoggiando su di essa il peso del corpo, possibilmente senza curvare la schiena, riducendo così l’angolo che la tibia forma con il collo del piede.

A questo punto potete scendere in perfetta accosciata spostando nuovamente il peso del corpo sul tallone e sollevando più o meno con la mano  il pattino sospeso per evitare di sbilanciarvi all’indietro, come mostra il video 2.

http://www.pincio.com/extra/perano_caffettiera/perano_caffettiera_2_mini.wmv 

Avete finalmente imparato la caffettiera!Potete rendervi conto di eseguire la caffettiera con la giusta scioltezza e quindi correttamente quando riuscite a stare in perfetta accosciata su una gamba sola senza alcun sforzo.Prima di impararla tra i conetti dovete però provare a curvare senza ostacoli, come mostro nella parte finale del VIDEO 2 o nel prossimo VIDEO 3.

http://www.pincio.com/extra/perano_caffettiera/perano_caffettiera_3_mini.wmv

Notate che per curvare sollevo il pattino leggermente sulla punta premendo sulla coda con dei piccoli saltelli. D’altra parte, il carrello deve mantenersi il più possibile verticale per tutta la curva in quanto, se si inclinasse troppo nella direzione della curva, non riusciremmo più a stare in equilibrio.

Potete ora provare a fare lo slalom tra i birilli, ponendo inizialmente una decina di conetti a 150cm, e quindi riducendo gradualmente la distanza, 120, 100, fino ad arrivare a 80 cm. Ma attenzione: prima di entrare nei coni dovete essere scesi completamente nella posizione descritta sopra, cioè in completa accosciata, altrimenti rischiate di sforzare inutilmente i muscoli della gamba di appoggio per curvare e non cadere indietro!

All’inizio può capitare comunque che, anche se assumete in ingresso la posizione corretta, vi sentiate ugualmente sbilanciare all’indietro quando curvate intorno ai coni. Per evitare ciò vi consiglio di riavvicinare le gambe il più possibile lateralmente, al limite mantenerle a contatto per un breve istante, dopo ogni curva tra i birilli. Altrimenti c’è il rischio che nelle curve tale distanza laterale aumenti ulteriormente e voi entriate in rotazione col corpo uscendo del tutto dalla fila dei coni o cadendo all’indietro, anche se siete seduti in perfetta accosciata.

Infine il controllo della posizione migliora notevolmente se imparate ad attraversare i coni senza prendervi con la mano l'estremità del pattino sollevato, ma tenendo entrambe le braccia liberamente parallele al suolo.I risultati sono mostrati nel video seguente.

http://www.pincio.com/extra/perano_caffettiera/perano_caffettiera_4_mini.wmv

[Francesco] : Prima hai affermato che questo trick può essere fatto da tutti. Puoi dirci, in breve, quali esercizi si possono fare per prepararsi a secco alla caffettiera?

[Enrico] :
Sicuramente vanno benissimo gli esercizi di stretching propedeutici per la caffettiera descritti nell’articolo di Mauro Aquilini cui accennavo prima e che quindi v’invito a rileggere. In aggiunta posso darvi alcuni suggerimenti, riassunti nei video seguenti.Innanzitutto imparate a scendere  a terra in completa accosciata su un solo piede  mantenendo tutta la pianta appoggiata a terra, cioè senza sollevarlo ad esempio sulla punta, e con l’altra gamba distesa in avanti, anch’essa appoggiata a terra. Quindi provate ad alternare il piede di appoggio su cui vi accosciate, infine, da in piedi, sollevate una gamba e, “grabbandola” col braccio, scendete sul piede di appoggio, cercando di non perdere mai l’equilibrio.

http://www.pincio.com/extra/perano_caffettiera/perano_caffettiera_5_mini.wmv

Una volta accosciati in caffettiera, è poi importante imparare a mantenere tale posizione con sicurezza e per questo vi consiglio di provare a rimanerci distanziando il più possibile il torace dal ginocchio e abbassando il sedere fino quasi a toccare terra (VIDEO 6).

Anzi, un esercizio molto utile per rinforzare il tibiale consiste nell'appoggiare volutamente il sedere a terra, senza cadere all’indietro, per poi, con un leggero saltello, risollevarsi sul piede in caffettiera, come mostro sempre nel video 6.

http://www.pincio.com/extra/perano_caffettiera/perano_caffettiera_6_mini.wmv

Procedete infine rifacendo gli esercizi che vi ho proposto all’inizio, cioè scendete in caffettiera in posizione eretta, ma appoggiando il piede su una tavoletta propriocettiva ad appoggio semisferico (la trovate in qualunque palestra): è questo un esercizio fondamentale per capire come spostare il peso del corpo sulla pianta del piede durante la discesa fino a terra.

http://www.pincio.com/extra/perano_caffettiera/perano_caffettiera_7_mini.wmv

Quando riuscirete a farlo e a rimanere in caffettiera sulla tavoletta senza appoggiare le mani a terra e senza cadere, avrete capito il trick!

A questo punto potete mettere i pattini ai piedi, e abbassarvi in caffettiera, ma prima ancora di farlo su una pista o su strada, vi consiglio di provare, con la gamba libera appoggiata a terra, da fermi su una pavimentazione che non permetta lo scivolamento del pattino, come ad esempio la moquette. Solo successivamente provate il trick in velocità su un terreno scorrevole, secondo quanto detto in precedenza.

[Francesco] : Un argomento piuttosto delicato è il modello di pattino. Molti dicono che avere un gambaletto basso aiuti nell'esecuzione, perché rende più facile piegare la caviglia.


[Enrico] :
Penso che l’altezza del gambaletto sia soggettiva e comunque deve essere quella con cui un pattinatore si trova bene nel fare già gli altri passi di style slalom, nel senso che la caffettiera non richiede un gambaletto più corto degli altri trick. Piuttosto è importante che il gambaletto sia rigido, cioè non bisogna pensare che se la parte anteriore dello scafo e del gambaletto, in corrispondenza della linguetta che stringe il collo del piede quando si chiudono i ganci, è morbida, allora la gamba scende più facilmente.

Il gambaletto rigido deve però avere un certo gioco che gli consenta di piegarsi in avanti quando richiesto. Infatti, quando siamo già in caffettiera e affrontiamo i birilli, la tibia, mantenuta appoggiata al sostegno rigido fornito dal gambaletto, deve poter compiere leggere oscillazioni longitudinali.

[Francesco]: Quindi sarebbe sbagliato anche utilizzare una scafo più morbido… ma allora coi pattini tradizionali, secondo te, questo trick è più facile o più difficile?


[Enrico] :
L’esecuzione della caffettiera con i pattini tradizionali è completamente differente, come d’altra parte l’esecuzione di quasi tutti i passi. Io spesso paragono i pattini alle bici: come esistono tre tipi di bici, la bici da corsa, mountain bike e BMX, esistono tre tipi di pattino: quello da ghiaccio, il pattino  in linea e quello tradizionale. E come un ciclista professionista di mountain bike non può ottenere risultati altrettanto brillanti cimentandosi in competizioni, ad esempio, di BMX o di corsa su strada anche usando la  bici appropriata,  allo stesso modo un campione di pattinaggio su ghiaccio non può fare gli stessi trick coi pattini tradizionali o coi pattini in linea su una pista,  per quanto liscia.

Tornando a noi, il pattino tradizionale ha il carrello più corto e le ruote distribuite su due fili per cui l’appoggio a terra con un solo piede è più stabile e la discesa a terra su un solo pattino avviene mantenendo tutto il peso sulla parte centrale del piede e non sul tallone.

Pertanto quando ci si mette in caffettiera non bisogna inclinarsi troppo appoggiando la tibia in avanti per cui non c’è bisogno del gambaletto rigido, va benissimo la scarpetta morbida. Ritengo pertanto che la caffettiera sia un passo più facile da imparare con i pattini tradizionali, per chi ovviamente già è esperto con tale tipo di pattino, cioè li usa abitualmente.

[Francesco] : Quali sono gli sviluppi della caffettiera? Cosa pensi di poter creare in futuro?

[Enrico] :
L’ultima cosa che rimane da provare è l’uso della caffettiera a corpo libero come figura di free-style in discesa, raggiungendo velocità più elevate, tipo 50 o 60km/h.Io personalmente ho provato a esercitarmi un paio di volte con la caffettiera incrociata, in falsi piani rettilinei, raggiungendo i 30km/h.
Penso che allenandosi costantemente si possa arrivare a velocità più elevate.

Intervista di Francesco Maselli

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