Ci sono prove che vanno fatte per confermare o confutare le teorie. Perchè spesso si pattina anche con la mente, oltre che con il corpo.

E proprio questo pensavo mentre camminavo (ebbene si, ogni tanto ci ricasco) verso il negozio Freemove.

A dire il vero l’idea mi ronzava in testa da parecchio tempo, in seguito ad un paio di frasi lette anni fa su un test che aveva fatto Olivier Herrero.

La domanda è la seguente: le 4 ruote devono essere uguali? O avere mescole differenti?

Le ruotano su 2 parametri fondamentali: la grandezza e la durezza.

Tutto qui? Sbagliato, ci sono altre cose di cui tener conto: ad esempio il mozzo, il profilo, e ovviamente la qualità generale della ruota.

Sulla grandezza sono stati fatti dei passi avanti negli anni.

Abbiamo infatti diversi telai, che permettono configurazioni ad-hoc

– 243 mm = 80-80-80-80 flat oppure 76-80-80-76 (ben detto che poi io mi trovo bene con 72-80-80-72)

– 243 mm rockerato = 80-80-80-80

– 239 mm = 76-80-80-76, più corto del 243 (che devo ancora provare e vi farò sapere…)

Pensiamo insieme: il vantaggio del rockering è innegabile. Ma è meglio un telaio rockerato o uno normale?

Dato che 76-80-80-76 con telaio normale o 80-80-80-80 con telaio rockerato sono, ai fini del “toccare a terra” equivalenti, che vantaggi presenta un telaio rockerato?

Ebbene, dalla risposta che do io nasce l’articolo.

Suppongo che il vantaggio sia che avere una ruota più grande comporti una maggiore stabilità sulle punte.

Immaginate infatti di far partire due ruote dello stesso diametro da una discesa, una di pietra piena e l’altra con i raggi, come una bicicletta. Quale è il più stabile?

La risposta è scontata, quindi ricaviamo la prima legge:

– Pesante è meglio

Questa “legge” mi sembra abbastanza provata dal recente successo dei pattini rockerati, tuttavia la presenza di telai più corti di 243 (tipo i 231) ci impone di cercare anche altre vie, visto che le dimensioni delle ruote diventano più piccole e fare style con le ruote troppo piccole (anche se proporzionate) non è comodo. Non è comodo perchè? Perchè i cuscinetti hanno sempre la stessa grandezza, e quindi la ruota invece di diventare una “bicicletta” assomiglia sempre di più ad una macina.

MA andiamo avanti; con lo stesso paragone delle ruote in discesa, dico che preferisco una ruota più morbida, ma ben aderente al terreno, piuttosto che una ruota dura che ne subisce gli influssi.

Immaginiamo una ruota di legno ed una ruota con camera d’aria: a chi affidereste i vostri piedi per non ricevere brutte sorprese?

Seconda regola

– Morbida è meglio

per la ruota pesante.

Attenzione infatti! La teoria comincia a non funzionare quando parlo delle ruote al centro. Quelle non hanno bisogno della stabilità, non sto solo su quelle ruote, anzi in genere le maneggio entrambe o una sola! Il peso va

    sul tacco

(con la “macina”), quindi la seconda ruota come deve essere?

La risposta che mi sono dato è “esattamente il contrario”.

Ovvero ruota dura, con raggio ampio!

Insomma…. tante teorie vanno analizzate, gli va data una prova o una risposta, o no?

Quindi riprendo il racconto e mi presento da Freemove farneticando teorie assurde.

Il buon Gianluca, che sa trattare i clienti malati senza necessariamente chiamare il reparto di Neuropsichiatria d’urgenza del San Gallicano, ascolta le mie esigenze e mi propone il seguente set.

Ruote laterali: Roll-Line Extrema 76mm 80A

Ruote centrali: Seba C.W. orange 80mm 85A

Beh diciamo che la scelta delle ruote centrali è stata abbastanza classica, ottima per un test avere delle ruote così diffuse da essere “neutre”, ma comunque azzeccate per la rigidezza totale dell’85A e per la leggerezza e ampiezza del mozzo a 5 raggi.

Le ruote laterali invece vengono da un nuovo marchio di ruote che si sta affacciando sul panorama internazionale, anche grazie al supporto di quelle vecchie volpi del Conero Roller.

La Roll-line infatti è uno dei leader mondiali del pattinaggio artistico, e si sta avvalendo della loro collaborazione per entrare nel mondo del pattinaggio freestyle, cominciando dalle ruote.

La ruota presenta un mozzo decisamente ridotto ed una struttura interessante.

Durezza evidente al tatto, proprio quella che mi serve per l’esperimento.

Come nota ai margini, aggiungo che c’è anche la controparte extra-dura 88A con profilo tondo, che vedete nelle foto e che Gianluca ha provato per fare qualche saltino.

E finalmente indossiamo queste ruote al Pincio.

La prima cosa che si nota è che E’ VERO. La teoria regge.

Mi metto sulle 2 ruote e non mi fermo: vanno dove voglio io nel mio esercizio base con X special e compasso. Switch, e continuo la X sulle punte senza il minimo problema, anzi con un sostegno deciso quando devo darmi la spinta per cambiare direzione.

Segno che la macina è utile anche per bloccarsi e ripartire.

Compassi avanzando: mi sento sicuramente più libero, proprio per questo motivo. La morbidezza della ruota mi aiuta a scegliere dove iniziare e dove terminare il passo.

La prova finale è ovviamente la regina dei passi sulle punte, ovvero la Korean Spin.

E qui mi esalto perchè, chiuse le gambe alla maniera opportuna, sembra di adagiarsi sulla gomma che si muove solo come e quando lo dici tu. Riesco addirittura a rimanere fermo per farmi fare le foto della recensione! 😀

Prendendola in velocità invece, mi capita di fare i miei bei 10 giri.

Nello style generale beh, che vi devo dire, la sensazione è simile ad un normale rockering, eccettuando il fatto che mi viene sempre di più da salire sulle punte e restarci 😀

Unico difetto, poco influente rispetto alle qualità viste, è il profilo ovale che può penalizzare proprio lo style vecchia maniera, senza punte e con tante curve e curvette. Un profilo tondo avrebbe garantito un pelino in più di maneggevolezza specie su compassi.

E infatti non abbiamo finito: la sorpresa arriva con il test dello speed.

Immaginate di stare su una Harley, di quelle dove siete ben spaparanzati sulla grande ruota dietro che vi tiene in assetto. E l’altra ruota che tocca invece è be dura, e curva o scivola agevolmente!

Il profilo un pò ovale di questa ruota ben si presta poi allo speed e al mantenere l’assetto.

[EDIT] Per il wheeling invece, il profilo ellittico della ruota non aiuta molto la stabilità. O stai da una parte, o dall’altra!

Tiriamo le conclusioni della recensione: la teoria è valida.

Certo secondo me rimane più valido il Sommo Consiglio “Imparate a pattinà ahò” che regna al Pincio, nel senso che le cose le devi saper fare comunque, ruota o non ruota.

Una bella sorpresa questo nuovo marchio che ci darà in futuro delle soddisfazioni: attendo infatti di provare l’intera gamma e… chissà che questo consiglio non sia valido per futuri sviluppi!

Materiale per il test

Powerslide S4 2010 telaio 243mm

Roll-Line Extrema 76mm 80A

Seba C.W. orange 80mm 85A

grazie a www.freemove.it !

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Era il 6 giugno 1996 quando restai fulminato dai Pattinatori del Pincio.
Da quel momento mi dedico al sito ed alla condivisione delle tecniche di pattinaggio.
Sono Maestro di pattinaggio dal 2001, giudice internazionale dal 2004 ed ho al mio attivo diversi stage a Roma e nel mondo.
Mi trovate al Pincio dove tengo lezioni dai principianti al freestyle tutte le domeniche mattina, ed ovviamente in tutti gli eventi targati Pincio 🙂

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