Per fare una buona manutenzione ai nostri amati pattini abbiamo bisogno dei giusti attrezzi.

Ci sono modelli di chiavi e brugole per tutte le tasche e tutte le necessità, più o meno professionali.

Analizziamole meglio in questo articolo, dove confrontiamo le soluzioni standard e quelle che possiamo trovare nei negozi specializzati come Freemove.

Tutte le opzioni in una tabella

L’attrezzo assolutamente necessario è la “brugola 4mm”, ovvero la chiave esagonale che ci permette di avvitare e svitare gli assi delle ruote e del telaio.

Ecco la tabella riassuntiva che illustra le diverse opzioni che andremo a vedere nel dettaglio in questo articolo.

Notare bene le ultime 2 opzioni relative agli extra: che ci sono alcuni modelli che per il telaio usano le brugole da 5mm (per imprimere più forza senza spanare la testa), oppure alcuni marchi usano le chiavi tipo “Torx” (stelle esagonali) che sono una soluzione molto più performante ma anche più rara. Non andremo a toccare questi punti nell’articolo.

Università della vita: come si usa il cacciavite.

Forse non tutti sanno che le viti vanno usate correttamente, a prescindere dalla testa che hanno (esagonale, a croce, piatta…).

Ci sono 4 cose a cui fare estrema attenzione. Le prime due evitano di spanare la testa della vite, allungando la sua vita. Le altre aiutano ad usare la potenza della chiave in modo efficace.

  1. L’asse del cacciavite deve sempre essere perfettamente in linea con la testa della vite.
  2. La punta del cacciavite deve entrare bene dentro la testa della vite, quindi se la testa è sporca va pulita
  3. Prima di ruotare il cacciavite, la filettatura va sbloccata con dei colpi (in gergo tecnico “un paio di martellate”)
  4. Durante la rotazione del cacciavite è buona cosa tenere premuto verso il basso, per evitare eccessivo attrito della filettatura.

Gli assi delle ruote hanno un buco molto profondo, quindi è facile non fare errori. Ma fate sempre attenzione ad infilare il cacciavite/brugola fino in fondo, perché potrebbe essere pieno di polvere o fango.

Le viti del telaio hanno un buco molto poco profondo, quindi per evitare spanature ed assicurare la massima rigidità è assolutamente consigliato seguire le 4 regole del buon cacciavitaio.

L piccola

La prima brugola non si scorda mai. Si tratta dell’attrezzo di emergenza per eccellenza: comodo, leggero, lo mettete nascosto nelle tasche dello zaino ed è così piccolo che non fa forze e non le buca.

Per la manutenzione standard delle ruote (girare e sostituire) è ottima.

Svantaggi? Essendo piccolo le dimensioni non permettono di fare molta leva sulle viti del telaio.

Confronto tra la brugola ad L piccola e grande

L grande

Come la L piccola, ma senza gli svantaggi. Ottima per fare una bella leva quando si serrano le viti del telaio, anche utilizzando il lato corto.

Utilissima quindi nel caso di assi che non si svitano.

Piccolo svantaggio: essendo “grandicella” rischia di bucare le tasche dove viene poggiata.

Con la chiave ad L grande, la dimensione leva crea una torsione molto vantaggiosa

Attenzione però! Bisogna tenere a mente la regola 4, ovvero di premere sulla vite mentre si estrae. Con una forma ad L questo non è molto pratico, perchè il punto di pressione sarebbe proprio sull’angolo, per questo hanno inventato le…

Chiavi a T

Ecco la vera regina delle chiavi, la soluzione “definitva”.

Una bella chiave a T ha un solo lato a brugola, e la forma a T permette di spingere forte col palmo o di dare qualche battuta di martello quando serve sbloccare una filettatura.

Tutto bello? SI.

Tipica brugola a T

Ovviamente anche questa rischia di bucare le tasche, quindi attenzione, però ha solo 1 lato esposto anzichè 2 della L grande, quindi molto bene.

Ci sono tante varianti di questa soluzione a “T”.

In alcune le due estremità corte vengono utilizzate per incorporare un estrattore dei cuscinetti ed un cacciavite a stella, utilissimi per la manutenzione e gli accessori.

Chiave a T con impugnatura ergonomica in plastica, cacciavite ed estrattore, tutto in uno!

ATTENZIONE PERO’! Alcune soluzioni economiche hanno il lato corto della T completamente di plastica. Questo a lungo andare fa rompere questo pezzo.

Questa T, con estrattore, è sicuramente meno raccomandata della precedente poichè probabilmente l’anima di metallo non è a “T”, ma la plastica attacca direttamente sul metallo.

Insomma : il metallo costa, e quello che pagate è la quantità e qualità del metallo nella chiave.

In alcuni casi invece le estremità sono smontabili, rendendo il tutto più piccolo e meno pericoloso per le tasche del vostro zaino. Ma rischiate sempre di perdervi un pezzo.

Chiave a T smontabile della Rollerblade, con estrattore

Ed ecco quindi che arriviamo alla chiave a T definitiva della linea Wicked (la linea di attrezzi della Powerslide).

Ha tutto quello che possiamo chiedere: struttura interamente in metallo, 5 funzioni: brugola da 4, estrattore. cacciavite a croce, cacciavite piatto, torx.

Inoltre le estensioni si nascondono dentro la maniglia e non si muovono se non le prendete voi, perchè restano attaccate magneticamente.

Tutto bello? Beh possiamo pensare che se dobbiamo dare una “martellata” per smuovera la filettatura, la pressione sulla punta inserita nel manico potrebbe non essere uniforme, come invece con la chiave a T “semplice”. Ma per le martellate usiamo una vecchia T semplice, giusto?

Chiavi ad Y

Ecco un esempio di chiave ad Y, sempre della Wicked.

Il principio è simile a quello della T e le estremità sono smontabili e collegate magneticamente. La struttura completamente di metallo offre una trasmissione della potenza senza eguali.

Il difetto di questa chiave è che in caso di blocco della filettatura non è facile dare una martellata, come nel caso della chiave a T “semplice”. E poi il braccio è più corto quindi per avvitare il telaio potremmo trovare un ostacolo in più. Insomma… meglio l’altra!

In definitiva: qual’è la migliore?

Sicuramente la T semplice con estrattore e cacciavite è il “must have” da portare sempre dietro in caso di viaggio.

Ma potete andare avanti anni senza problemi anche con una L grande.

Poi a casa / officina dovreste avere qualche opzione alternativa per sfruttare al meglio i lati positivi di ogni modello.

Forse non tutti sanno che… la “brucola” con la “c” non esiste.

La chiave esagonale fu inventata dall’americano William G. Allen nel 1910, da questo deriva il nome “chiave di Allen“.

Il signor Eugenio Brugola cominciò nel 1926 a commercializzarle in Italia, pertanto noi le conosciamo come “chiavi brugola“.

Se volete essere agnostici, potete chiamarla “chiave esagonale“.

Le brugole aumentano la coppia di serraggio (=stringono di più) e hanno una resistenza maggiore rispetto alle comuni viti (pensate se avessero fatto i pattini con tutte le viti a stella…).

Gli attrezzi del mestiere : le brugole
Tag:         

15 pensieri su “Gli attrezzi del mestiere : le brugole”

I commenti sono chiusi.