120 Cuori a rotelle: la magia della PPUG di Pescara

C’è un momento preciso, tra la fine di maggio e i primi respiri d’estate, in cui il richiamo delle otto ruote smette di risuonare solo tra i vicoli e i sanpietrini di Roma e comincia a viaggiare lungo la costa. È il segnale: parte la PPUG di Pescara (quest’anno dal 30 maggio al 2 giugno), il raduno che non è semplicemente una trasferta, ma un rito d’inizio stagione capace di calamitare pattinatori da ogni angolo dello Stivale. Da Catania a Milano, da Torino a Bologna, fino alla nostra tribù capitolina: centoventi pattini allacciati stretti, uniti da un unico battito.

La pista ciclabile della Costa dei Trabocchi scorre dritta sotto i telai, sospesa tra l’azzurro limpido dell’Adriatico e l’ombra delle palme. Il sound delle ruote sull’asfalto si fonde con la risacca del mare: una colonna sonora ipnotica che accompagna chilometro dopo chilometro la nostra fragorosa allegria.

Quattro giorni intensi:

• Il battesimo della costa sud tra Pescara e Francavilla al Mare
• Le rotte a nord tra Tortoreto e Martinsicuro
• Il percorso tra Ortona e Torino di Sangro, dove lo sguardo si perde tra le strutture antiche dei trabocchi protesi sull’acqua
• Il gran finale, l’ultimo memorabile allungo tra Pescara, la pineta di Pineto e Roseto degli Abruzzi, con le gambe cariche di fatica buona

Il vero motore della PPUG, però, non sono solo le medie orarie o i panorami da cartolina: sono le persone. Sono la cura e l’accoglienza impagabile di Stefano e Sonia, capaci di far sentire a casa un plotone di oltre cento scatenati.

Sono gli occhiali scuri a specchio che riflettono il cielo, le magliette viola con la grafica della community inzuppate di strada e di vita, i cappelli di paglia improvvisati per strappare un sorriso e un po’ d’ombra tra una pausa e l’altra. E poi, l’immancabile ricompensa: via le protezioni dai polsi, tavoli allineati nei chioschi a ridosso della spiaggia e colline di arrosticini fumanti divorati a morsi, brindando a un’altra giornata memorabile. C’è chi fa linguacce all’obiettivo, chi indossa fiero la maglia del Pincio, chi si stringe a un compagno di scia con gli occhi stanchi ma illuminati da una gioia pura, contagiosa.

La ripartenza porta con sé quell’inevitabile pizzico di nostalgia sul fondo dello stomaco, la classica lacrimuccia mentre si ripongono i pattini nel bagagliaio. Ma è una malinconia dolce: le ruote torneranno a mordere presto le piazze romane, con la certezza incrollabile che, quando maggio busserà di nuovo alla porta, Pescara e il suo mare saranno lì ad aspettarci a braccia aperte.

[Articolo a cura di Fabio Rufolo]

Ecco le foto!

Pattinatori del Pincio a PPUG Pescara 2026

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