Oggi si parla di discese, e di responsabilità. Saper pattinare bene non significa solo sapersi reggere su otto rotelle, eseguire trick complicati, saltare più in alto di tutti… saper pattinare vuol dire essere sempre ben consapevoli delle proprie possibilità e dei propri limiti. Mai come in una discesa questa regola vige sovrana. Eseguire una buona discesa è solo questione di allenamento. Come in ogni sport, l’allenamento è direttamente proporzionale al miglioramento, e, soprattutto in quelle specialità del pattinaggio un po’ più estreme, migliorare significa spingersi sempre più al limite, saltare sempre più in alto, affrontare i tornanti di una discesa a velocità sempre più elevata.. ma si sa, quanto più voli in alto, tanto più è difficile atterrare.

Odiate dai principianti, amate dai veterani, le discese sono parte integrante del nostro mega spot personale: Roma. Nessun altra città europea vanta discese come le nostre. E i pinciaroli hanno inventato uno sport a se stante, praticabile solo qui: downhill urbano. Ben diverso dal downhill tradizionale, quello che si pratica su un discesone fuori città, con casco integrale, tutina aerodinamica e protezioni. Il downhill pinciarolo è un misto di destrezza e follia. In una tranquilla pattinata del mercoledì sera ti si para davanti una discesa, ripida e lunga, piena di automobili, semafori e pedoni. Non l’avevi mai notata prima di allora, magari l’avevi percorsa mille volte, ma né in auto né a piedi, e neanche in bici, fai caso alla pendenza. Solo con i pattini riesci realmente a sentire la città: quando sei lì in cima, ti rendi conto che le ruote cominciano a scorrere da sole. Di colpo ti senti come trasportato in un videogioco, il tuo obiettivo è arrivare alla fine prima di tutti gli altri, senza investire nessuno e senza farti troppo male. A mano a mano che senti il vento sul viso e ti lasci il gruppo alle spalle, l’adrenalina sale e se c’è qualcuno che gareggia con te arriva alle stelle. Spingi forte e per un attimo svuoti la mente, ti dimentichi di tutto… il mondo intorno diventa di colpo troppo lento per te che sfrecci così veloce. L’emozione della discesa ti permette di fare cose che non avresti mai pensato, come saltare gli ostacoli, dribblare per non prendere i pedoni e alla fine abbandonarti ad un urlo liberatorio. Arrivi a valle con lo stesso sorriso di quando, da bambino, scendevi dalle montagne russe. L’istinto è quello di attaccarsi alla prima auto che passa per risalire su e farla di nuovo.

Ovvio che gli automobilisti, i pedoni e i principianti tutto questo non lo comprendono, visti dall’esterno sembriamo solo un gruppo di incoscienti. Siamo un po’ matti, lo ammetto. Il segreto per fare una buona discesa è conoscerla, aver destrezza con i pattini e ruote efficienti. L’aerodinamicità è la chiave, e qualche nozione base di fisica aiuta sempre. Quanto più riesci a tenere il baricentro basso, con le gambe piegate e morbide, la schiena piatta e le braccia in avanti, tanto più acquisti velocità, più sei rigido più è probabile perdere l’equilibrio e cadere all’indietro. Concentrazione e attenzione alla strada possono salvarti la vita, un attimo di distrazione può essere fatale.

Gli incidenti capitano e si fa presto a scaricare la colpa: “è chiaro che si è fatto male, fare discese è pericoloso”. Ok, allora proviamo ad affrontare insieme una discesa e vediamo che succede, vi va?! E ovviamente scegliamo la più bella di tutte.

Eccoci a Porta Pinciana … via Veneto si spalanca maestosa sotto i nostri occhi. È lunga e c’è una bella curva, per cui non ne vediamo la fine, le luci illuminano l’asfalto liscio e ci permettono di vedere gli ostacoli… le automobili sfrecciano, anche se è notte fonda, gli autobus passano sulla preferenziale, i pedoni attraversano. Utilizziamo tutti e cinque i sensi per non perderci neanche un particolare della discesa, con occhi ben aperti, mani in avanti pronte ad esser puntate se mai dovessimo perder l’equilibrio, via gli auricolari dalle orecchie: perché eliminare il senso dell’udito?! Prendiamo un bel respiro e cominciamo a scendere.. non spingiamo per il momento, limitiamoci a farci portare dalla discesa per conoscerla meglio, cerchiamo di capire quanta velocità possiamo prendere semplicemente lasciandoci andare, notiamo buche e difetti della strada, cerchiamo di memorizzarli. Se sentite che state andando già troppo veloci, rallentate e provate a frenare nel modo in cui vi sentite più sicuri, abbassate il tachimetro e respirate.. il cuore avrà già aumentato i suoi battiti e sarà già salito su in gola. Abbiamo appena affrontato una buona parte di discesa. Continuiamo?! A questo punto è difficile tornare su, no?! Siamo arrivati alla prima curva: è bella larga, non a gomito, asfalto liscio. Assicuratevi di avere il verde al semaforo, altrimenti sarete costretti a schivare i pedoni che invaderanno le strisce pedonali. Evitiamo di frenare proprio sulla curva, è sicuramente più difficile e pericoloso, abbiate l’accortezza di rallentare appena prima per evitare di arrivarci a proiettile. Tenete a mente che sui pattini in discesa vigono le stesse regole fisiche del motorino, per cui per affrontare al meglio una curva provate a sbilanciarvi un po’ verso l’interno della stessa, spostando il peso del corpo sulla gamba interna, sempre ben piegata e tendendo leggermente l’altra. Non esageratelo, all’inizio, ma sforzatevi di provarci: quante più discese e curvoni affronterete, tanto più questo movimento vi verrà naturale. Ci siamo quasi, è già quasi finita, manteniamo la concentrazione e affrontiamo l’ultimo tratto. A meno che voi non vogliate cimentarvi nel salto delle auto, cominciamo a rallentare molto prima della fine, scarichiamo tutta l’adrenalina che abbiamo accumulato e arriviamo all’ultimo semaforo di via Veneto in modo da poterci fermare senza inchiodare e posizionarci sul marciapiede. A questo punto vi verrà quasi spontaneo spostare lo sguardo fiero sulla strada che avete affrontato.. credetemi, come una donna che avete appena conquistato, la discesa vi apparirà incredibilmente bella.

Scegliete una giornata piena di sole, magari una domenica di partita all’Olimpico in cui tutti i romani sono concentrati sul pallone e poche automobili percorrono le strade, chiedete a qualche amico più esperto di accompagnarvi e provate una discesa. Fatela più volte, usando gli autobus come seggiovia, la prima volta frenando, e poi, sempre più sciolti, provate a spingere. Indossate le protezioni e svuotate la mente: vi assicuro che già alla terza volta che scendete vi sentirete più sicuri. Imparate a fare le discese da soli, con i vostri tempi e superate la paura perché altrimenti non vi divertirete mai.

Vi avverto, quando comincerà a piacervi, non ne potrete più fare a meno: sperimenterete la dipendenza da adrenalina e alle pattinate serali assillerete chi guida perché ve ne faccia fare almeno una. E quando passeggerete per le vie di Roma, vi verrà spontaneo misurare ad occhio la pendenza della strada, notare l’asfalto e le curve, e chiudendo gli occhi immaginerete di farla con i pattini.

Una ex, ma non troppo, principiante

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