La storia dello Style Slalom e dei suoi regolamenti - Pattinatori del Pincio

Questo articolo si propone di rispondere alla domanda: “cosa c’era prima di quello che vedo?”, raccontandovi la nascita e l’evoluzione della disciplina dello Style Slalom, dalle origini al regolamento internazionale che seguiamo tuttora.

Lo facciamo senza soffermarci troppo sui personaggi ed i campioni che hanno letteralmente creato un movimento, lasciando a Wikipedia la creazione di una biografia personale per ciascuno.

Ah…. l’articolo è lievemente permeato da una visione Pincio-centrica del mondo del pattinaggio. Il motivo è che molto di questo lo abbiamo vissuto in prima persona essendo stati organizzati i famosi Rollerfest del 1997 e 1998 proprio da noi. E inoltre l’articolo è nostro 😛

Tutto inizia

Tutto inizia tanto tempo fa: c’era una volta… anzi… c’ERANO i quad.

Perché? Perché in pista si faceva solo pattinaggio artistico. Gli altri… per strada! E per strada hai 2 scelte: farti la passeggiata o andare in un posto, il più affollato possibile, per imparare a pattinare.

E in un posto pubblico è di immediato successo fare una sola fila a folle velocità o cose “pazze”.

I vecchi filmati del Pincio (anni 90) ci mostrano infatti un sacco di gente che salta le rampe, oppure la discesa dell’Orologio affrontata ad alta velocità con uno slalom semplice o incrociato.

Solo questi? Beh c’era qualcuno che faceva l’incrociato indetro, o addirittura andava su 1 (uno!) piede solamente!

Per fare show è più che sufficiente, e magari una discesa non ha un asfalto che ti spinge a provare tipi di slalom diversi.

Questo valeva per i quad ed è continuato a valere per i pattini in linea.

Il pattino in linea ed i “contest”

1980: inventano il pattino in linea, conosciuto ai più come il Rollerblade® (che in realtà è una marca produttrice). La commercializzazione in Italia parte nel 1992, mentre prima arrivavano dagli USA.

Con i pattini in linea successe una cosa diversa da prima: una iniezione di soldi ($$$) dovuti al grandissimo successo commerciale e, come si sa, per crescere bisogna farsi vedere e creare eventi è una cosa ottima per far conoscere uno sport, specie nell’era pre-Internet!

Gli eventi sono maggiormente rivolti alle gare più spettacolari dell’aggressive: half pipe e street, ma stimolano comunque  la crescente comunità di pattinatori “slalom freestyle”, termine coniato per inserirlo nel programma degli eventi. Ci si incontra nei “contest” che sono degli eventi multidisciplinari con pochi partecipanti ed una percentuale elevatissima di campioni, e pochissimi bambini che non avevano chi gli insegnasse.

Le comunità è formata principalmente da francesi, italiani e svizzeri per ovvie ragioni di vicinanza, si ritrova e comincia a scambiarsi informazioni e soprattutto nuovi tricks!

Il mitico Rollerfest del 1997 al Pincio, vedete all'opera Sebastien Laffargue con un avversario. Notate la partenza non proprio regolamentare ed il cronometro manuale per prendere i tempi!
Il mitico Rollerfest del 1997 al Pincio, vedete all’opera Sebastien Laffargue con un avversario. Notate la partenza non proprio regolamentare ed il cronometro manuale per prendere i tempi!

Fino al 1995 circa gli slalom erano di un singolo tipo per ogni fila di coni.

Esiste un filmato di una gara del 1994 che ad oggi fa veramente sorridere: ci sono 10 coni a 1 metro di distanza, ogni partecipante ha circa 1 minuto a disposizione, e durante questo minuto il concorrente (Sèbastien Laffargue… che andrò ad introdurre dopo) fa la fila in circa 10 passate, cambiando con dei trick che ad oggi fanno sorridere. Ma lui in quella gara si è classificato (non sappiamo se l’abbia vinta)!

Contest Freestyle a Bercy 1997
Contest Freestyle a Bercy 1997

In particolare l’ “ingegnere” Enrico Perano, salito sui pattini nel 1995, tira fuori una serie di combinazioni grazie al suo “metodo per inventare passi”, facendo faville ai vari raduni, rimanendo sui coni per un tempo indefinito a fare qualcosa di “sempre diverso”.

Se si confrontano le due run, a prescindere dallo stile si capisce che in un solo anno vengono fatti passi da gigante.

In Italia nasce anche la prima rivista specializzata “Sport Inline Magazine” grazie a Massimo Bavieri, dove grazie alla collaborazione di numerosi personaggi si cominciano a “razionalizzare” i passi, spiegarne i segreti, elencarli…

1997, una sola fila di coni ma il freestyle c'è, ed è perfettamente riconoscibile nei suoi passi base.
1997, una sola fila di coni ma il freestyle c’è, ed è perfettamente riconoscibile nei suoi passi base.

Nascono i primi regolamenti

La storia dello style slalom e dei suoi regolamenti non è completa senza parlare dei regolamenti!

Nelle gare 90s c’era una giuria di “esperti” che valutavano le singole performance, secondo dei criteri fissati ad inizio gara. Ho messo volutamente tra virgolette la parola “esperti”perché, appunto, i veri esperti erano i partecipanti. I giudici infatti valutavano in base ai criteri della gara, che potevano variare da gara a gara (punteggio da 1 a 100! No! Da 1 a 10!… Stile vale 50, Artistico 50. No! 60 e 40! Anzi 80 e 20!… E il punteggio sulla velocità?) e che alla fine rimanevano comunque personali in quanto… che gli vai a dire al giudice?

Inoltre in Italia usavano gli 80, in Svizzera 50 e 80, in Francia 80 e 120…. insomma come ci si deve allenare?

Morale della favola: qualche gara è andata a finire a urla. (Oddio non che non capiti anche ora, ma sicuramente di meno!)

L’evoluzione del pattino e del Freestyle

In parallelo a questi eventi, il livello tecnico cresce: se nel 1994 il massimo che potevamo sperare di vedere era poco più che l’incrociato indietro (!!!) già nel 2001 abbiamo trick sulle punte singole e caffettiere.

Voi direte “Ma la caffettiera non la potevi fare nel 1994?”. Si, qualcuno la faceva, ma i pattini erano dei “plasticoni” con telaio 275mm e ruote 72mm. Non c’erano molti altri pattini disponibili!

L’innovazione venne con il pattino della marca Tecnica, il Twister, con carrello in alluminio da 255mm e ruote da 80mm, che permettevano di mettere un rockering decente e anche di tentare qualche trick sulle punte.

La divisione italiana della Tecnica acquisisce Rollerblade nel 2003, tenendo i pattini RB ma lasciando il modello Twister come modello di riferimento per il freestyle.

Altra grande portatrice di innovazione è stato il marchio Seba (ora FR), fondata proprio da Sebastien Laffargue in quegli anni (autunno 2005), che ha creato per prima dei pattini appositamente pensati per lo slalom freestyle, con tecniche avanzate di fusione tra scarpetta e telaio, che hanno veramente segnato un punto di svolta per la progressione tecnica di questa disciplina, dando i giusti mezzi a chi voleva utilizzare i pattini per il proprio allenamento fisico.

In Italia il primo regolamento “scritto”da gara, scritto appunto da Perano e Bavieri, e pubblicato sulla rivista, è stato utilizzato al Moonskater Contest del 1997. E lo style Slalom “esplode” alla 3a edizione di Losanna 1997.

Prima di questo, solo dimostrazioni amichevoli.

Dobbiamo attendere il 2003 per avere un regolamento ufficiale in Italia, approntato dalla UISP nel 2003 grazie all’attenzione di Massimo Barsotti e basato fondamentalmente sull’idea di regolamento espressa da Enrico Perano sulla rivista già citata. Questo regolamento si basa su valutazioni di “relatività” del punteggio, in poche parole si danno delle istruzioni guida ma poi si cerca di “ordinare” i partecipanti, dando la possibilità a “giudici” non propriamente formati (chi ti forma? A quei tempi la risposta non c’era) di giudicare.

Ecco un paio di regolamenti francesi risalenti al 2002.

Regolamenti “oggettivi”

Nel frattempo in Francia, reduci appunto da una di queste “litigate” post-gara a Losanna 2002, un gruppo di pattinatori volenterosi mette su la IFSA (International Freestyle Skating Association), per creare delle gare di livello internazionale, e crea un regolamento basato su regole completamente oggettive, costituendo per la prima volta un corpo giudici con un corso internazionale.

Il regolamento oggettivo significa che se fai il trick X prendi N, se non lo fai… 0.

Questo metodo ha 2 sviluppi: in primis lancia il pattinaggio freestyle verso estremi tecnici, per prendere punteggi sempre più alti bisogna fare trick più difficili. Il fatto che sia scritto su un regolamento obbliga tutti ad allenarsi duro se vogliono vincere o addirittura partecipare. La “gara” non è più una gara di “esibizioni” ma una gara a chi fa i trick più difficili.

Secondo: la discussione sul metodo “oggettivo” ed i valori da assegnare si fa estremamente aspra, anche a livello internazionale.

Nascono infatti parecchie critiche, ad esempio la Cina promuove un regolamento, anch’esso di tipo oggettivo, che dà alla “Velocità” troppi punti, secondo alcuni punti di vista.

Volendo uscire dalla bagarre di regole troppo stringenti e dal malcontento di alcuni, arriva la mediazione tramite una nuova formula: la “Battle”.

Ideata e promossa dal team WSSA (World Slalom Skating Association) circa nel 2007 (abbiamo organizzato anche diverse battle al Pincio in quegli anni) non ha particolari richieste organizzative, ragiona a sotto-gruppi di 3-4 persone facili da giudicare a prescindere dall’oggettività o soggettività del giudice, e quindi mette d’accordo tutti in breve tempo.

Tempi moderni

In seguito WSSA si amplia fino a diventare il gruppo di riferimento del freestyle per la FIRS (Federation International Roller Sports) che nel 2017 diventa WORLD SKATE, l’ente di riferimento internazionale per le discipline rotellistiche, e quindi tutto il mondo adotta questo regolamento, dove ovviamente ricompare il Classic Freestyle Slalom oltre alla Battle.

Dal 2020 il ranking WSSA diventa quello ufficiale del World Skate, necessario quindi per accedere, se un giorno sarà, alle Olimpiadi.

Diciamo quindi che dopo 25 anni l’umanità ha concluso la fase iniziale del pattinaggio freestyle, le regole ci sono, dobbiamo solo che pattinare duro.

Regolamenti dell’antichità

Direttamente dall’archivio documentale del Presidente, alleghiamo dei documenti con relativo commento.

Questo famoso “Manuale per la valutazione degli esercizi di Style Slalom” è il primo esempio italiano di un tentativo di regolamento. Potete notare anche la suddivistione del punteggio in Tecnico e Stilistico!

A seguire il regolamento italiano di 10 anni fa. Si nota l’influenza dei regolamenti internazionale, l’adozione del KO system per le finali di speed slalom, e ancora le tabelline riassuntive dei trick, molti dei quali presi dal sito dei Pattinatori del Pincio 😉

Regolamenti di oggi

Alleghiamo i regolamenti italiani, scaricabili comodamente dal sito www.fisr.org

E ovviamente il regolamento internazionale World Skate per l’INLINE FREESTYLE

Sui regolamenti lasciatemi sottolineare una cosa: il regolamento internazionale, certo con aggiornamenti eccetera… gira gira… guarda un po’… segue gli stessi principi del “Manuale di valutazione” italiano creato ai tempi che furono. Popolo di santi, navigatori, poeti… e pattinatori!

LINK UTILI

Esistendo da più di 20 anni, abbiamo capito che i link lasciano il tempo che trovano. Alcuni potrebbero essere non più attivi, quindi non disperate, abbiamo messo il file PDF di ogni singolo link proprio per documentare quello che c’è nel 2021.

https://www.rollerblade.com/italia/chi-siamo/

http://www.worldskate.org/about/about-world-skate.html

http://www.worldskate.org/inline-freestyle/news-inline-freestyle/3233-world-skate-inline-freestyle-world-ranking-will-enter-into-force-in-2020.html

https://www.pincio.com/storia-birilli-style/

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Superbo il “Back to Basics” di Daniele Lenzi per rivivere le emozioni e l’evoluzione dello slalom freestyle
Il vero e unico ROLLERFEST di Roma 1997 che portò veramente tutte le discipline al Pincio. Grazie al nostro Raffaello Tidore per il montaggio superbo dell’epoca!

La storia dello Style Slalom e dei suoi regolamenti

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